I Quattro Canti,
progettati sul modello dei Quattro Canti di Palermo, durante la
sistemazione della città voluta dal Duca Camastra, sono situati nel
cuore della Catania antica e sorgono dall'incrocio di due principali
arterie cittadine del centro storico: la splendida e artistica via
Etnea e la simbolica via San Giuliano. La loro intersezione si
arricchisce con i quattro palazzi nobiliari, edificati in stile
barocco, simbolo della settecentesca rinascita Catanese, che formano
uno scenografico spiazzo dalla pianta ottagonale, creata dagli angoli
smussati dei quattro edifici che lo incorniciano.
I palazzi
appartengono a nobili famiglie Catanesi: a sud-est troviamo il
palazzo di San Giuliano, dei marchesi Paternò Castello, a nord-est
il Palazzo appartenuto al Duca dei Carcaci, a nord-ovest il Palazzo
San Demetrio del barone Eusebio Massa e a sud-ovest il Convento di
Santa Nicolella, quest'ultimo esistente già in epoca medievale.
Inoltre, ad Est troviamo il tratto caratteristico della via San
Giuliano che si adagia e si eleva sul ventre della collina di
Montevergine, conosciuta dai catanesi come
‘acchianata di
Sangiuliano (la salita di San Giuliano), importante per gli abitanti
di Catania poiché rappresenta uno dei momenti più coinvolgenti
della Festa in onore della Patrona, in quanto saper percorrere tale
tratto caratterizzato da una forte pendenza, trascinando il pesante
fercolo di sant'Agata, viene considerato una dimostrazione di
coraggio per i cittadini e l'esito viene interpretato come un segno
divino di buono o cattivo auspicio per l'intero anno.
I quattro canti,
inoltre, furono protagonisti di uno storico evento in cui Giuseppe
Garibaldi, il 18 agosto 1862, da uno dei balconi dei
palazzi dello spiazzo, nella sede del circolo degli operai, pronunciò la famosa
frase che fa parte ormai della storia della Nazione: "O Roma o
morte!".