GliArchi della Marinasono l’espressione
del passato della città etnea e parte integrante della sua storia. Attraversano
il Giardino Pacini, una vera e propria testimonianza della cittÃ
sette-ottocentesca, e sono posizionati al di là delle Mura di Carlo V.
Con "Archi della Marina" si fa riferimento ad un
lungo viadotto in muratura, costruito nell’Ottocento per la realizzazione della
tratta ferroviaria Catania - Siracusa. Si noti come il viadotto sia costituito
da una successione di archi che cinge la zona portuale, ed i colori utilizzati
nella decorazione spaziano dal grigio basalto all’avorio. Il progetto fu
seguito dall’ingegnere francese Petit, il quale per la realizzazione degli
archi utilizzò sia roccia vulcanica sia calcarea. Il viadotto segue un percorso
che ha inizio dal porto per poi concludersi appena oltre Porta Uzeda, nei
pressi della pescheria. Questo antico attracco dei pescherecci mette in risalto
l’imponenza degli Archi, i quali non rappresentano un semplice sfondo, piuttosto, questi maestosi Archi, sembrano voler mettere in luce la personalità dei
catanesi.
Mentre oggi è possibile trascorrere del tempo passeggiando sotto il
viadotto, in passato questa zona era invece lambita dal mare e presentava un
marciapiede delimitato da un robusto muraglione, dove alcuni tratti erano
caratterizzati da gradini realizzati in pietra lavica a diretto contatto con
l’acqua. Questo tratto di mare era conosciuto come il Porticello Saraceno e rivestiva un importante ruolo nell’ambito
dello scambio delle merci. Gli archi e i velieri rendevano questo luogo
pittoresco e uno tra i più suggestivi della città etnea nei primi decenni del
secolo scorso. È intorno agli anni ’30
che, con l’arrivo di mezzi moderni, comincia a modificarsi l’aspetto del Porticello: quest’ultimo diventa sempre
più piccolo e deserto, fino a raggiungere l’aspetto odierno.