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Museo del Mare e della Pesca

Il Museo del Mare e della Pesca ci racconta la realtà marina dei mari siciliani, in superficie e in profondità.
Nato dall’idea di alcuni pescatori, prende vita nell’Aprile del 2000.
Il Museo del Mare e della Pesca ha sede in Piazza Ognina 15, in uno stabilimento che, tra il settecento e l'ottocento, ospitò una fabbrica di acciughe salate. 
Viene offerta al visitatore, oltre alla possibilità delle visite tradizionali, la possibilità di essere il protagonista della sua visita al museo, con percorsi personalizzati a seconda delle fasce d’età e la possibilità di interagire con particolari strumenti. Al suo interno è possibile ammirare, oltre che a strumenti nautici, vari utensili, tutti dati in dono da appassionati di pesca e dagli stessi pescatori.
Il museo è diviso in tre reparti: il reparto etnoantropologico, il malacologico e infine il reparto storico e archeologico.

Nel reparto etnoantropologico possiamo ammirare numerosi strumenti da pesca, molti dei quali non sono più utilizzati ai giorni nostri.
In quello malacologico sono ospitate numerose conchiglie, stelle marine, pesci e ricci.
Infine, nel reparto storico e archeologico, non meno importante dei primi due, vengono esposti dei reperti recuperati dai fondali siciliani, come per esempio delle anfore risalenti all’epoca Corinzia.

E’ possibile ammirare anche particolari tipi di reti da pesca, utilizzate dai pescatori a seconda del fondale. Per fare alcuni esempi, possiamo ricordare:
- il tramaglio (in siciliano ‘u bulestrici), una rete formata da tre teli, uno sopra l’altro, che veniva utilizzata in passato soprattutto per la pesca nei fondali sabbiosi
- il giacchio (in siciliano ‘u rizzagghiu), una rete rotonda piombata al centro, che ha la caratteristica di chiudersi ad ombrello appena viene gettata nel mare
-  il tartanone (in siciliano ‘u tattaruni), piccola rete a strascico, tirata a mano da una barca nello stesso punto, utilizzata soprattutto per la pesca sotto costa.



Nelle vicinanze (150 m.)


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